Un sito per un ristorante può costare zero euro se lo fai da solo o diverse migliaia con un'agenzia. Per una trattoria, una pizzeria o un'osteria la cifra sensata sta di solito fra 700 e 1.500 € per realizzarlo, più 15–30 € al mese per tenerlo online e aggiornato. Qui sotto vediamo da cosa dipende il prezzo, cosa deve esserci per forza e quali spese arrivano dopo, quelle che nei preventivi spesso non si vedono.
Le tre strade e quanto costano
Prima di parlare di cifre, conviene capire chi fa il lavoro. Le strade sono tre, e ognuna ha un costo diverso in soldi e in tempo.
Fai da te con un costruttore di siti
Wix, Squarespace, Jimdo e simili permettono di partire gratis, ma per usare il tuo dominio e togliere la pubblicità serve un abbonamento: indicativamente da 15 a 40 € al mese. Il costo vero però è il tempo: scegliere il modello, scrivere i testi, sistemare le foto, capire perché sul telefono la pagina si vede storta. Per chi gestisce una cucina, le ore da dedicarci sono spesso il problema più grosso. E i modelli si somigliano: il rischio è un sito uguale a quello di altri cento locali.
Un freelance
Un professionista singolo chiede di solito fra 500 e 1.500 € per un sito di poche pagine. La qualità varia molto, quindi guarda i lavori già fatti. Prima di firmare fai due domande: chi aggiorna il sito dopo la consegna (e quanto costa ogni modifica), e a chi è intestato il dominio.
Un'agenzia
Da 1.500 a 5.000 € e oltre. Ha senso se ti servono cose più complesse: prenotazioni collegate al gestionale, ordini da asporto con pagamento online, più lingue, un servizio fotografico incluso. Per un locale che vuole solo farsi trovare e mostrare il menu, spesso è più di quanto serva.
| Strada | Per partire | Ogni mese/anno | Adatta a |
|---|---|---|---|
| Fai da te | 0 € | 15–40 € al mese + il tuo tempo | Chi ha tempo e dimestichezza |
| Freelance | 500–1.500 € | Hosting, dominio e modifiche a parte | Sito semplice, budget contenuto |
| Agenzia | 1.500–5.000 €+ | Contratto di assistenza | Prenotazioni, asporto, più lingue |
Le cifre sono indicative e cambiano da zona a zona: servono a capire se un preventivo è nella norma, non a sostituirlo.
Cosa deve avere il sito di un ristorante
Chi apre il sito di un ristorante cerca quasi sempre le stesse quattro cose, spesso dal telefono e con fretta. Se non le trova in pochi secondi, chiude e passa al locale dopo.
- Il menu scritto nella pagina, non solo in PDF: si legge bene sul telefono e Google lo capisce. Se lo pubblichi, indica anche gli allergeni.
- Orari e giorni di chiusura sempre aggiornati, comprese le ferie. Un orario sbagliato è un cliente perso davanti alla serranda abbassata.
- Indirizzo con mappa e telefono che si chiama con un tocco.
- Un modo per prenotare: un modulo, un link a WhatsApp o il numero in evidenza. L'importante è che sia a un tocco di distanza.
- Foto vere della sala e dei piatti. Le foto prese da archivio si riconoscono e tolgono fiducia.
- L'inglese, se lavori con i turisti: in molte zone d'Italia fa la differenza d'estate.
Dietro le quinte, un buon sito ha anche i dati strutturati per Google (il «linguaggio» che gli dice che sei un ristorante, dove sei e quando sei aperto) e si carica in fretta anche con il segnale debole.
I costi che arrivano dopo
Il prezzo di realizzazione è solo l'inizio. Ecco le spese da mettere in conto, che nei preventivi a volte mancano:
- Dominio e hosting: se non sono inclusi, indicativamente da 50 a 200 € l'anno.
- Le modifiche: il menu cambia con le stagioni, le ferie tornano ogni anno. Se ogni modifica si paga a parte, nel tempo il conto cresce. Chiedi sempre se gli aggiornamenti sono inclusi o se puoi farli da solo.
- Le foto: un servizio fotografico professionale costa qualche centinaio di euro. Non è obbligatorio, ma è la spesa che si nota di più.
- Le piattaforme di prenotazione: alcune chiedono un canone, altre una commissione su ogni coperto. Un modulo sul tuo sito non ha commissioni.
- Le traduzioni, se vuoi il sito in più lingue.
Quanto spendere davvero: tre casi
Pizzeria di quartiere con menu stabile. Bastano poche pagine: home, menu, chi siamo, contatti. Spendere di più non porta più clienti.
Ristorante con menu che cambia spesso e prenotazioni. Qui conta poter aggiornare da soli il menu e ricevere le prenotazioni dal sito, senza telefonate e senza commissioni.
Locale in zona turistica. Due lingue e prenotazione online sono quasi obbligatorie: chi arriva da fuori decide la sera prima, dal telefono, spesso in inglese.
E con Orion quanto costa?
Abbiamo scelto di scrivere i prezzi in chiaro, senza «preventivo su richiesta».
- Sito Vetrina: 790 € una volta + 15 € al mese. Fino a 5 pagine disegnate su misura, hosting, dominio intestato a te, certificato SSL, backup e le modifiche (un orario, il menu nuovo, una foto) fatte da noi entro 48 ore lavorative. È la scelta giusta per la pizzeria di quartiere.
- Sito Dinamico: 1.290 € una volta + 25 € al mese. Aggiorni tu menu e pagine quando vuoi, e c'è il sistema di prenotazioni online con conferma via email. È pensato per il ristorante che cambia spesso e vuole le prenotazioni dal sito.
In entrambi i casi c'è la garanzia «soddisfatti o rimborsati» di 14 giorni, e il dominio resta tuo anche se un giorno decidi di cambiare.
Il sito non basta: la scheda di Google
Quando qualcuno cerca «ristorante» con il nome della tua città, la prima cosa che vede spesso è la mappa con le schede dei locali. Quella scheda si chiama Profilo dell'attività su Google ed è gratuita. Sito e scheda lavorano insieme: la scheda porta le persone, il sito le convince. Se ancora non ce l'hai, aprila oggi stesso e mettici il link al sito.
Domande frequenti
Se ho già Facebook e Instagram, mi serve anche un sito?
Sì, se vuoi farti trovare da chi non ti conosce ancora. I social parlano a chi ti segue già; chi cerca «ristorante» più il nome della città su Google trova siti web e schede di Google Maps. Il sito è anche l'unico spazio online che è davvero tuo: non dipende dalle regole di una piattaforma.
Posso mettere il menu in PDF?
Si può, ma è la scelta peggiore: sul telefono costringe a ingrandire e scorrere, e Google lo legge peggio di una pagina normale. Meglio il menu scritto nella pagina, con prezzi e allergeni, e un PDF scaricabile solo come extra.
Quanto tempo serve per avere il sito online?
Per un sito di poche pagine bastano di solito due o tre settimane. Quello che allunga i tempi quasi sempre non è la programmazione, ma aspettare testi, foto e menu aggiornato: averli pronti è il modo più semplice per andare online prima.
Il dominio deve essere intestato a me?
Sì, sempre. Il dominio (il nome tipo trattoriadamario.it) è l'indirizzo del tuo locale su internet: deve essere registrato a nome tuo o della tua attività, così se un giorno cambi fornitore te lo porti dietro.